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Contamination lab, il premio al binomio universita’ di padova e InfinitePlay per l’innovazione

28 ottobre 2018

Le idee semplici finiscono per essere le più geniali e questo assioma è valido sia per la strategia che sta alla base del Progetto Contamination Lab organizzato dall’Università di Padova, che dell’innovativa idea proposta da InfinitePlay, valsa il premio dell’edizione 2018.
Il primo si basa sulla creazione di team di studenti provenienti da diverse facoltà, laureati e laureandi, che hanno seguito un percorso specifico formativo di sei mesi basato sul co-working ma anche sul co-living, creando quindi forti relazioni di collaborazione oltre a competenze professionali trasversali. Insieme, coordinati da Tommaso Dall’Acqua, innovation manager di Unismart con un dottorato di ricerca psychological sciences, hanno creato vari project working basati sulla interdisciplinarietà, offrendo così alle aziende partecipanti il valore aggiunto di una visione multiprospettica dettata da forma mentis, studi ed esperienze molto vari.

L’altro importante elemento del binomio è l’azienda InfinitePlay Srl, parte del Gruppo veneto XMWorld fondato dall’imprenditore Flavio Miozzo, che si occupa di videocitofonia digitale ed è stata promotrice della proposta di applicare una tecnologia esistente ad un nuovo mercato, quello della ricettività locale, garantendo check-in e accoglienza degli ospiti in forma automatizzata e all’occorrenza da remoto. “Questa collaborazione ha portato per noi un significativo valore aggiunto, la contaminazione ci ha permesso di lavorare al di fuori del classico punto di vista tecnico e aziendale. Ci ha aiutato a dedicarci più attentamente all’interfaccia utente, prendendo in considerazione aspetti e settori completamente nuovi. Una diversificazione dal core business che è risultata decisamente vincente” spiega il direttore tecnico di InfinitePlay ing. Roberto Portalone.

 

Il team assegnato all’azienda era formato da tre ragazzi e due ragazze, tutti coetanei tra i 23 e i 25 anni: Deborah Ceccarello è laureata in Scienze Politiche, Daniele Vettore invece segue la Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria, entrambi padovani, mentre Giulio Giarrizzo di Venezia studia Psicologia Cognitiva Applicata, Lisa Montefrancesco trevigiana ha conseguito la laurea di primo livello in Comunicazione e Vincenzo Schimmenti di Palermo, impegnato nel corso di Ingegneria informatica, sarebbe sembrato forse il più a tema per un’azienda improntata sulla tecnologia digitale.

E’ stato davvero molto interessante collaborare con questi ragazzi, hanno realizzato un ottimo lavoro applicando approcci molto diversi, esperienze personali, prospettive nuove e arricchendo il tutto con un entusiasmo coinvolgente. Ricevere questo importante premio è stato una grandissima soddisfazione, un bel coronamento all’impegno di tutto il team.” - Racconta Giacomo Miozzo marketing & product manager di InfinitePlay - “Crediamo molto nelle nuove generazioni, nella valorizzazione territoriale e nel made in Italy, ne abbiamo fatto la filosofia di tutto il gruppo XMWorld. L’automatizzazione e l’intelligenza artificiale sono ambiti che affascinano e al tempo stesso spaventano, noi vogliamo puntare su prodotti che garantiscano servizi migliori agli utenti, senza dimenticare l’etica legata allo sviluppo di tecnologie così innovative. E’ un argomento che abbiamo trattato spesso con il nostro team e che si è realizzato in questo progetto”.

Il concorso ha visto in gara multinazionali e colossi aziendali come Konica Minolta nel settore delle macchine per ufficio, Pietro Fiorentini leader nella componentistica oil & gas e De Angeli Prodotti per la tecnologia legata all’alta tensione.

Con il Contamination lab l’Università dimostra che ricercatori e professori non sono l’unico asset dell’ateneo,” conclude Fabrizio Dughiero, Prorettore al Trasferimento Tecnologico a Padova, “Anche e soprattutto gli studenti triennali, magistrali e di dottorato, possono giocare un ruolo fondamentale nel portare innovazione alle aziende, grazie alla loro freschezza e flessibilità mentale, e la loro voglia di mettersi in gioco su progetti reali, lavorando gomito a gomito con le aziende.

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